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Sanremo Giovani, Nicolo’ Filippucci e la delicatezza di “Laguna”

C’è qualcosa di autentico e luminoso nella voce di Nicolò Filippucci – in gara con “Laguna”, un equilibrio tra dolcezza e intensità che lo ha già reso uno dei giovani artisti più interessanti del panorama italiano. Dopo l’esperienza ad Amici, torna con un nuovo progetto e una nuova sfida: Sanremo Giovani. Il suo brano, Laguna, è una ballad profonda e piena di immagini evocative. In questa intervista per More Music Magazine, Nicolò racconta le emozioni, i ricordi e l’energia che lo accompagnano in questo percorso.

Ciao Nicolò, benvenuto su More Music Magazine! Intanto complimenti anche per l’esibizione al Venart, sei stato davvero bravissimo. Come ti senti in vista di questa nuova avventura a Sanremo Giovani?
Mi sento bene, davvero. Sono contentissimo, gasato, anche se l’ansia pre-esibizione non manca mai. Di solito mi arriva quei cinque-dieci minuti prima di salire sul palco, ma fa parte del gioco. È quell’adrenalina buona che ti tiene vivo. Non vedo l’ora di esibirmi e di condividere finalmente questa canzone con tutti.

Partiamo proprio dal tuo brano: “Laguna” è una ballad intensa e piena di immagini. Da dove nasce e cosa vuoi che arrivi al pubblico?
Laguna è stata scritta da Rasci, Leonardo La Macchia e da me, e prodotta da Gianmarco Grande. È una canzone che racconta una storia d’amore, ma in realtà parla anche di quelle esperienze che tutti, in un modo o nell’altro, abbiamo vissuto. Mi ci sono rispecchiato molto, perché dentro c’è tanto della mia adolescenza, dei miei ricordi. Mentre la cantavo, mi riaffioravano sensazioni forti, dolci e amare insieme. Le onde, nella canzone, diventano la metafora dei ricordi che tornano, che si infrangono e poi si ritirano. Mi piacerebbe che chi l’ascolta sentisse proprio questo: la forza delle emozioni che non si dimenticano.

E qual è il ricordo più bello che ti evoca questa canzone, anche se è una ballad malinconica?
Direi proprio il ricordo di ciò che è stato. Questa canzone mi riporta a una storia importante per me. Ci sono stati momenti belli e momenti difficili, ma anche solo ricordarla è qualcosa di prezioso. Io non sono una persona che dimentica facilmente: per me ricordare è un modo per dare valore a ciò che ho vissuto. Anche le cose che finiscono restano dentro di noi e ci aiutano a crescere.

Un elemento che colpisce molto di “Laguna” è la tua interpretazione vocale, così intensa e graffiante. Come hai lavorato in studio per raggiungere questo risultato e come ti stai preparando per il live?
È stato un lavoro lungo e profondo, sia sul piano tecnico che emotivo. In studio abbiamo lavorato molto sul senso del testo, su come trasmettere le emozioni vere dietro le parole. Ogni volta che la cantavo cercavo di associare a un ricordo reale quello che stavo dicendo, così da renderlo più autentico. Anche durante le prove per il live ho cercato di mantenere questa connessione: non limitarmi a “cantare bene”, ma far passare ciò che sento. Credo che la differenza si percepisca proprio lì.

Negli ultimi anni hai fatto un percorso importante: da “Amici” fino a “Sanremo Giovani”. Guardando indietro, quando hai fatto i provini di Amici, ti saresti mai aspettato di arrivare dove sei oggi? E cosa diresti a quel Nicolò di allora?
Onestamente no, non me l’aspettavo. Mi ricordo com’ero prima di entrare nella scuola: molto più inconsapevole, più ingenuo in un certo senso. Oggi ho più consapevolezza di quello che sto facendo, anche se credo che non si smetta mai di imparare. Se potessi parlargli, gli direi di continuare a credere nei suoi sogni, di lavorare sodo e di non smettere mai di migliorarsi. Ogni passo, anche il più piccolo, serve.

In gara a Sanremo Giovani ci sono anche artisti che hanno condiviso con te l’esperienza di Amici. Vi siete sentiti o confrontati in questi giorni?
Sì, assolutamente. Ci siamo sentiti, chiamati, scritti. È stato bello ritrovarli in un contesto così importante. Siamo un gruppo molto unito, ci sosteniamo a vicenda, anche se c’è ovviamente un po’ di sana competizione. Tutti abbiamo l’ansia, ma è normale. L’importante è viverla insieme e trasformarla in energia positiva.

Con “Laguna” ti prepari a un passo importante: cosa speri arrivi al pubblico da questo brano?
Spero che arrivi sincerità. Non voglio che le persone vedano solo la performance o la tecnica, ma che sentano davvero quello che ho dentro. Laguna è una parte di me, e se anche solo una persona riuscisse a riconoscersi in quello che canto, sarebbe già il risultato più bello.

Hai un ricordo speciale legato al Festival di Sanremo?
Sì, direi che Sanremo è sempre stato presente nella mia vita. I miei genitori sono grandi appassionati di musica, quindi da bambino lo guardavamo sempre insieme. È uno di quei ricordi che mi restano nel cuore: la famiglia, il divano, le canzoni. Oggi pensare di poter salire, anche solo potenzialmente, su quel palco è stranissimo ma bellissimo. È un sogno che tanti artisti hanno e poterci essere, anche solo come candidato, è un’emozione fortissima.

Parlando di emozioni: come vivi il rapporto con i tuoi fan? Ti stanno facendo sentire il loro affetto in questo momento?
Tantissimo. Sono incredibili, davvero. Ogni giorno mi fanno arrivare messaggi, sostegno, calore. Io voglio loro un bene immenso. Dico sempre che senza il pubblico, senza le persone che ti seguono e credono in te, noi artisti non potremmo esistere. È grazie a loro se posso salire su un palco e condividere quello che amo fare. Mi danno forza, soprattutto nei momenti di ansia o stanchezza.

Ultima domanda — la più difficile di tutte: quali sono le tre canzoni che non possono mai mancare nella tua playlist?
(Ride) È sempre la domanda più complicata! Ma ci provo. Direi Where’s My Husband? di Lana Del Rey, che rappresenta bene il mio mood del momento. Poi Superstition di Stevie Wonder, un classico intramontabile che mi mette sempre energia. E infine Drunk in My Mind di Benson Boone, che è uno dei brani che sto ascoltando di più ultimamente. Diciamo che sono tre canzoni molto diverse, ma tutte mi fanno stare bene in modo diverso.

Con Laguna, Nicolò si conferma una delle voci più sincere della nuova scena pop italiana: capace di mescolare intensità, introspezione e leggerezza con grande naturalezza. Il suo percorso, partito tra i banchi di Amici e arrivato fino a Sanremo Giovani, è la dimostrazione che il talento cresce con la consapevolezza. E mentre si prepara a calcare nuovi palchi, Nicolò resta fedele a se stesso — tra onde di memoria, musica e quella sana ansia che accompagna chi ama davvero ciò che fa.

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