Con il suo stile sospeso tra introspezione e libertà, tra club culture e cantautorato, Cmqmartina si è imposta come una delle voci più originali della nuova scena italiana. Dopo i progetti Disco e Brianzola Issues, torna con Radio Erotika, brano che la porta dritta tra i finalisti di Sanremo Giovani. Un pezzo che vibra di desiderio, malinconia e ritmo, e che racconta la capacità di trasformare la fragilità in forza creativa. L’abbiamo incontrata per parlare di questa nuova avventura, del suo mondo sonoro e di quella “radio interiore” che suona dentro di lei.
Ciao Martina! Intanto complimenti per la partecipazione a Sanremo Giovani. Quali sono le tue emozioni rispetto a questa nuova sfida che ti attende?
Sono molto curiosa, di sapere quello che mi aspetta, perché è un contesto super particolare, a sé stante. Anche il mondo Rai, il mondo di Sanremo Giovani, è qualcosa di unico. Sono entusiasta, emozionata sicuramente, ma anche tanto curiosa.
“Radio Erotika” è un titolo che cattura subito l’immaginazione. Suona provocatorio ma anche poetico. Cosa rappresenta per te questa “radio interiore” e come nasce l’idea del brano? È più una storia personale o un viaggio emotivo che ognuno può riconoscere in sé?
Parte sicuramente da un’introspezione mia, dai miei pensieri e sentimenti più intimi. Poi però si apre verso qualcosa di più universale: è un invito a lasciarsi attraversare dalle emozioni forti, anche da quelle più impegnative, da cui spesso tendiamo a scappare. Io, per esempio, sono una persona un po’ evitante, ma ho capito che affrontarle è l’unico modo reale per capirle e superarle.
Nel pezzo si percepisce una corsa notturna tra malinconia e desiderio, con immagini molto visive — l’auto, la notte, le luci al neon. Qual è l’emozione che volevi davvero raccontare in questa canzone? E cosa significa per te trasformare la nostalgia in ritmo, in qualcosa che si può ballare?
Scrivere questo pezzo è stato molto liberatorio. È una sensazione che provo spesso quando scrivo qualcosa che mi rappresenta fino in fondo. È nato da un periodo in cui rimuginavo su una storia finita, su un rapporto chiuso, e da lì è venuta fuori questa energia malinconica ma anche vitale. Spero di essere riuscita a trasformare la nostalgia in qualcosa che faccia muovere, che dia forza per andare avanti.
La tua musica vive in bilico tra cantautorato ed elettronica, tra parole intime e pulsazioni da club. Come riesci a far dialogare questi due mondi senza che uno prevalga sull’altro? Ti senti più legata all’emotività del racconto o all’energia della pista da ballo?
Sono due mondi che mi appartengono al 50 e 50. Ho un lato molto introspettivo, riflessivo, e uno più selvaggio e disinibito, che emerge nelle feste, nella techno, in tutto ciò che riguarda il lasciarsi andare. Penso che questi due mondi convivano perfettamente in me e si completino a vicenda.
Essere tra i 24 finalisti di Sanremo Giovani è un riconoscimento importante per chi costruisce la propria identità passo dopo passo. Come hai reagito quando hai saputo della selezione? E cosa significa per te portare la tua “anima elettronica” su un palco così tradizionalmente legato alla canzone italiana?
È stata una grande sorpresa, non me l’aspettavo. Portare un brano come “Radio Erotika” su un palco come quello è una sfida, ma anche un’opportunità bellissima. Mi piace l’idea di portare la mia identità elettronica dentro un contesto legato alla tradizione cantautorale italiana. Credo molto nella contaminazione.
“Radio Erotika” arriva dopo progetti che hanno segnato tappe importanti della tua crescita, da “Disco” a “Brianzola Issues”. In che modo questo brano racconta la tua evoluzione? Possiamo considerarlo l’inizio di un nuovo capitolo artistico?
Sì, assolutamente. Questo brano rappresenta un passaggio, una maggiore consapevolezza di me stessa e di ciò che voglio comunicare. È più maturo, ma conserva quella spontaneità e curiosità che mi hanno sempre accompagnata.
Cosa diresti alla Martina di qualche anno fa, quella che iniziava a scrivere e a sognare la musica?
Le direi di essere più consapevole dei propri mezzi. All’inizio ero molto insicura, mentre gli altri vedevano in me più di quanto vedessi io. Col tempo ho capito che quella fragilità faceva parte del mio percorso, e in fondo è stata proprio quella parte acerba a farmi scrivere il mio primo disco, registrato in un sottoscala, tecnicamente imperfetto ma autentico e liberatorio.
Qual è il tuo primo ricordo legato a Sanremo?
Mi vedo sul divano di casa di mia madre, avrò avuto otto anni, con le gambe stese e gli occhi incollati alla TV a guardare Sanremo per ore. Il giorno dopo andavo a scuola e nessuno sapeva di cosa stessi parlando! È un ricordo tenerissimo.
Quali sono le tre canzoni che non possono mai mancare nella tua playlist?
“IC Darkness” di Rosalía, un brano voce e chitarra, super emotivo e romantico. “Nessun dolore” di Lucio Battisti. E “Una ragione di più” di Ornella Vanoni, che amo perché unisce due mondi: la malinconia e l’esplosione emotiva.
Con Radio Erotika, Martina conferma di essere un’artista capace di muoversi tra generi e stati d’animo con naturalezza, costruendo un linguaggio personale che unisce emozione e ritmo. A Sanremo Giovani porta la sua autenticità e quella curiosità che da sempre la guida. Il viaggio è appena iniziato, ma la sua voce ha già trovato la sua frequenza — libera, consapevole e intensamente umana.

