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Alma, “Codice Binario_(01)”: tra rumore interno e catarsi elettronica

A qualche settimana dalla sua uscita, “CODICE BINARIO_(01)”, il primo EP di alma, si impone come un debutto capace di definire con chiarezza un’identità artistica precisa e riconoscibile. Il progetto dell’artista torinese Gabriele Disopra non si limita a presentare una raccolta di brani, ma costruisce un vero e proprio racconto emotivo, fondato sulla tensione costante tra due poli opposti: il fuori e il dentro, il corpo e il pensiero, il movimento e la stasi.

Fin dalle prime tracce è evidente come l’EP si muova su una logica binaria, coerente già dal titolo. Da un lato troviamo l’energia della notte, il club, le influenze elettroniche d’ispirazione UK che emergono con forza in brani come “nome proprio (Petra)” e “passi di noi”. Dall’altro, una dimensione più fragile e introspettiva prende spazio negli inediti “rumore” e “ho tracciato quel confine”, dove la scrittura si fa più raccolta e personale.

Il risultato è un equilibrio instabile ma autentico, in cui il ritmo non è mai solo evasione, ma spesso un modo per coprire — o almeno rimandare — il confronto con il proprio “rumore interno”. Ed è proprio qui che alma trova il suo punto di forza: nella capacità di trasformare la vulnerabilità in materia sonora, senza mai renderla retorica.

L’apertura, “ho tracciato quel confine”, è forse il momento più intimo del disco: una riflessione sulla paura di non essere all’altezza nei rapporti, dove il bisogno di protezione si traduce in distanza emotiva. Con “rumore”, invece, si entra in una dimensione più mentale e rarefatta, fatta di tentativi di fuga e ritorni inevitabili, in cui il silenzio amplifica i pensieri fino a renderli ingombranti.

La seconda parte dell’EP riporta l’ascoltatore verso l’esterno. “nome proprio (Petra)” è un’esplosione emotiva che trasforma la malinconia in movimento, mentre “passi di noi” chiude il cerchio con una riflessione sull’assenza e sulle tracce che le relazioni lasciano nel tempo. Qui il suono si fa più denso e continuo, accompagnando una narrazione che non cerca una vera risoluzione, ma accetta la persistenza del vuoto.

Dal punto di vista sonoro, la produzione — curata insieme ad Ale Bavo — riesce a mantenere una coerenza forte, muovendosi tra elettronica e pop senza mai appiattirsi su formule prevedibili. Anche l’immaginario visivo, sviluppato con il contributo del regista Simone Ciccorelli, contribuisce a rafforzare la dimensione narrativa del progetto.

Con “CODICE BINARIO_(01)”, alma firma un esordio che colpisce per lucidità e direzione. Un lavoro che non cerca risposte facili, ma restituisce con sincerità il senso di disorientamento contemporaneo, trasformando il conflitto interiore in un linguaggio condiviso.