C’è un momento in cui salire in macchina, accendere la radio e mettersi alla guida senza una destinazione precisa diventa molto più di un semplice spostamento. È uno spazio tutto nostro, lontano dal rumore della quotidianità, in cui lasciarsi andare senza filtri. Da questa immagine nasce “Raccordo”, il nuovo singolo di Teto, disponibile da oggi venerdì 30 ottobre su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica.
Il brano prende ispirazione da un’abitudine in cui molti possono riconoscersi: guidare di notte, quando le strade si svuotano e il traffico lascia spazio ai pensieri. La macchina diventa così una sorta di rifugio personale, una valvola di sfogo in cui poter gridare, piangere, ridere e, soprattutto, essere se stessi.
Il titolo richiama il Grande Raccordo Anulare, ma assume un significato che va oltre il riferimento geografico. “Raccordo” diventa un luogo emotivo, una comfort-zone in cui liberarsi da tutto ciò che durante il giorno resta sospeso, dalle preoccupazioni alle emozioni che spesso non trovano spazio nella vita di tutti i giorni.
Teto accompagna l’ascoltatore in un viaggio senza meta, con la radio a tutto volume e la voglia di non pensare più a niente. Un percorso in cui le emozioni non restano imbottigliate nel traffico quotidiano, ma trovano finalmente una via d’uscita. A fare da cornice è un pop energico, capace di restituire il movimento e l’intensità di quelle corse notturne illuminate soltanto dai fari delle altre auto.
“Raccordo” è anche un invito a riconoscersi in uno spazio condiviso, a trovare nella musica un posto sicuro in cui lasciarsi andare, senza dover necessariamente spiegare quello che si prova.
Dietro il progetto Teto c’è Stefano De Filippo, nato a Tivoli il 12 maggio 1990. La sua passione per la scrittura emerge già durante l’infanzia: a soli nove anni inizia a comporre poesie e nel 2017 pubblica la raccolta in romanesco “Largo Trieste 14”, distribuita in tutta Italia.
Il suo percorso artistico si avvicina progressivamente alla musica e nel 2021 pubblica, con il proprio nome e cognome, il singolo “Il cappellaio matto”, entrato anche in rotazione su Radio Italia Anni 60. Parallelamente porta nei locali romani un tributo a Ultimo, che in pochi mesi lo conduce a esibirsi in diverse città italiane.
Nell’agosto 2025 prende forma una nuova identità musicale, quella di Teto, pseudonimo già utilizzato nel suo percorso di scrittore. Il progetto debutta con “Birra calda”, in collaborazione con Vinciotti, e “Fobia”, realizzato insieme a Daniele Cerchietti. Proprio con Cerchietti torna a collaborare per “Raccordo”, proseguendo un percorso artistico che unisce scrittura, sonorità pop e una dimensione emotiva molto personale.
Adesso non resta che allacciare le cinture, premere play e lasciarsi accompagnare dalla musica. Cantare con prudenza, naturalmente.
