Principe torna a Sanremo Giovani con “Mon Amour”, un brano nato in dieci minuti e diventato il manifesto della leggerezza che il cantautore bolognese vuole portare sul palco. Dopo un anno ricco di live, nuove esperienze e una crescita artistica evidente, Principe si racconta tra emozione, aneddoti e preparativi intensi. Tra la voglia di condividere momenti di spensieratezza e il rispetto per le proprie radici, il giovane artista si mostra sincero, umano e profondamente connesso al suo pubblico.
Principe, bentornato! Come stai in questi giorni così intensi e quando hai capito che “Mon Amour” fosse la canzone giusta da portare a Sanremo Giovani?
Sto bene, sono molto carico! Ho un po’ di ansia, non capisco niente e sto ancora metabolizzando tutto… però davvero bene. Ho capito che “Mon Amour” era la scelta giusta perché volevo portare leggerezza e spensieratezza sul palco. Viviamo in un periodo pieno di pesantezza, con tante difficoltà e notizie tristi, e ogni tanto servono tre minuti per staccare la testa. La semplicità non è banalità, e credo che sia fondamentale regalarsi momenti così. Per questo ho detto: “Ok, questa è quella giusta”.
La canzone è anche una dedica. A chi è rivolta?
In realtà l’ho scritta pensando a una ragazza. Anche se poi è andata male, il pezzo mi ha comunque portato a Sanremo Giovani, quindi va bene così (ride). Ora la dedico a tutti: è una canzone per l’amore e per spargere leggerezza. Potete dedicarla a chi volete e ballare tutti insieme. L’importante è che porti gioia e spensieratezza, anche in quei momenti in cui la vita sembra pesante.
Scrivere “Mon Amour” ti ha fatto crescere artisticamente?
Sì, perché in questo periodo stiamo lavorando tantissimo in studio e abbiamo molte canzoni nuove. Stiamo trovando la nostra direzione e siamo pieni di idee. “Mon Amour” è nata in modo super spontaneo: chitarra e voce in cameretta, dieci minuti e il ritornello era già pronto. L’ho mandato al produttore e siamo corsi subito in studio. Questa spontaneità è una caratteristica che voglio portare sempre nella mia musica: il brano nasce dal cuore, senza filtri, e vuole arrivare così anche al pubblico.
Hai vissuto esperienze importanti: il tour con I Ragazzi di Campagna e l’apertura a Campovolo. Cosa ti porti dietro?
Ho scoperto che il live è la parte che amo di più della musica. Stare sul palco, cantare e sentire l’energia del pubblico è impagabile. Aprire il concerto di Ligabue a Campovolo è stato un onore e un’emozione enorme, anche se non ho avuto modo di incontrarlo personalmente perché subito dopo avevo una data a Pistoia. Comunque l’esperienza è stata incredibile: essere su un palco così grande e sentire il pubblico è stato formativo e mi ha aiutato a gestire l’ansia, a vivere ogni momento appieno e godermi l’esperienza.
Come ti stai preparando al live di Sanremo Giovani?
Mi sto preparando come fanno tutti i cantanti: prove, concentrazione e focus. E da vero bolognese, ho il mio rito scaramantico: tortellini in brodo! Li bevo, fanno bene alla gola e mi danno sicurezza. È un piccolo rituale che mi aiuta a sentirmi pronto, dentro e fuori dal palco.
Il cantautorato rimane un tuo riferimento forte. Come avete lavorato alla produzione del brano?
Io e il mio team ci conosciamo molto bene. Sanno perfettamente quale suono cerco e mi costruiscono addosso il vestito perfetto. Dietro a ogni canzone c’è un enorme lavoro di produzione e collaborazione. La chiave è la naturalezza: non c’è nulla di costruito, tutto è spontaneo. È così che voglio continuare, mantenendo sempre la mia verità artistica.
Come definiresti il filo conduttore delle tue canzoni e il messaggio che vuoi portare al pubblico di Sanremo Giovani?
Il filo rosso è la spontaneità e l’emozione autentica. Tutte le mie canzoni cercano di arrivare al pubblico in modo diretto, senza artifici. Con “Mon Amour” voglio condividere leggerezza, sincerità e autenticità. Anche se ho aperto a CampoVolo, la TV generalista e Sanremo Giovani sono un palcoscenico diverso e più ampio: voglio restare me stesso e portare il mio messaggio senza compromessi.
Le tre canzoni che non possono mancare nella tua playlist?
“Sabbia d’oro” di Massimo Pericolo, “Cara” di Lucio Dalla e “505” degli Arctic Monkeys. Sono tre pezzi che ascolto sempre e che mi accompagnano nel quotidiano.
Con la sua energia, spontaneità e un brano nato dal cuore, Principe è pronto a portare a Sanremo Giovani una ventata di leggerezza. “Mon Amour” è solo un assaggio di ciò che arriverà, e il pubblico potrà scoprirlo presto sul palco. Tra live, studio e nuove canzoni, il giovane artista dimostra ancora una volta di essere un talento autentico, capace di unire musica, emozione e un messaggio positivo che arriva dritto al cuore.

