jeson inizialmente tu

Sanremo Giovani, Jeson tra emozioni, seconde occasioni e la forza di “Inizialmente tu”

Jeson arriva a Sanremo Giovani 2025 con “Inizialmente tu”, un brano nato in modo spontaneo, intimo e quasi magico, durante una notte estiva in studio. Con una scrittura diretta ma profondamente emotiva, l’artista racconta fragilità, seconde possibilità e quella sensazione sospesa che accompagna ogni scelta importante. Tra l’esperienza da autore, le collaborazioni prestigiose e i primi grandi palchi calcati nell’ultimo anno, Jeson si prepara a vivere una delle sfide più significative della sua carriera, portando sul palco tutta la sua verità.

Ciao Jeson, bentornato su More Music Magazine. Come stai?
Mah, tutto bene, dai. Sono un po’ carico per questa avventura. Sì, sono carico, carichissimo, molto emozionato.

Parlami un po’ di “Inizialmente tu”, il brano che porti a Sanremo Giovani. È un pezzo carico di sentimento, emotività e passione. Come nasce? Hai qualche aneddoto divertente legato alla sua creazione?
È nato ad Alba a casa di Pietro Celona, che ha prodotto il pezzo. Ero con Leonardo Zaccaria, l’altro autore. Stavamo lì da una settimana, era estate, e avevamo chiuso vari brani. L’aneddoto è che l’ultima sera prima di tornare a Milano ci eravamo detti di uscire a bere qualcosa, ma alla fine siamo rimasti a casa e il brano è nato spontaneamente.
Era notte, un bicchiere di vino, atmosfera chill. Siamo rimasti in studio, ci siamo divertiti e ci ha emozionato subito. È un ricordo molto positivo.

E poi il brano è entrato a Sanremo Giovani. Com’è stata la prima selezione, dato che devi ancora esibirti in gara?
Una grande emozione. È un’anticipazione di ciò che proverò. I provini si fanno nello studio Rai, davanti alla commissione. È andata bene, altrimenti non saremmo qui. Non vedo l’ora di rivivere quel momento e cantare questo brano.

Nel brano emerge molto il tuo stile di scrittura. Quanto è difficile scrivere per te stesso rispetto a quando scrivi per altri artisti?
Quando scrivo per me ho meno vincoli e posso permettermi cose più complesse. Ma è soprattutto il percorso autorale che mi ha fatto crescere: ho imparato a semplificare i pensieri e a esporli meglio. Quando scrivo mi sembra di parlare a qualcuno, e la semplicità paga molto. Per altri devi adattarti ai loro mondi, ma una parte di me entra sempre, pur rispettando l’artista. Per me stesso sono molto più libero.

Nel nuovo album di Giorgia c’è un tuo brano. Com’è stato lavorare con lei?
L’ho conosciuta una sola volta, un po’ per caso. Per quel poco che ho visto mi è sembrata la mamma d’Italia: genuina, una bella persona. Il brano mi emoziona molto e sono felicissimo che lo abbia interpretato lei.
Una soddisfazione enorme.

In “Inizialmente tu” convivono forza e fragilità. Cosa ti resta dell’esperienza di scriverlo?
La spensieratezza e la voglia di scrivere. Non ci siamo messi lì dicendo “dobbiamo farla”. Ho questa immagine: Leonardo che prende la chitarra, inizia a suonare, e da lì nasce la prima melodia della strofa, che a mio parere è una delle cose più belle del pezzo. È un ricordo intimo, spensierato, felice.

Cosa speri arrivi al pubblico ascoltando il brano?
La forza e il messaggio: le seconde occasioni esistono e non è mai troppo tardi per recuperare qualcosa che pensiamo perso. La frase del ritornello, “Chi l’ha detto che i treni non partono dopo le sei?”, sembra scollegata, ma è un modo poetico per dire proprio questo.

La canzone si apre con “Come sarebbe andata?”. È una domanda che ci facciamo spesso senza darci una risposta?
Sì. Non crediamo nelle seconde occasioni e viviamo in una società in cui tutto è a scadenza.
In realtà finché c’è vita c’è speranza. Spero che questo arrivi e venga capito.

Quest’anno hai fatto diversi live su palchi importanti. Come ti stai preparando per Sanremo, che può sempre spaventare un po’?
Mi spaventa perché è un contesto nuovo. Non vengo da un talent, ho sempre scritto per conto mio.
Vorrei viverla come un live, questo mi aiuterebbe molto. Cantare dal vivo per me è una delle più grandi soddisfazioni.
Quest’estate ho fatto un po’ di esperienza, ho aperto live importanti, anche al Red Valley. Sono esperienze che mi hanno fatto crescere e cercherò di applicarle lì.

Qual è il tuo primo ricordo legato a Sanremo?
Non lo seguivo in modo maniacale. Ho iniziato a guardarlo quando ho capito che volevo fare musica. Non ho un ricordo d’infanzia legato alla famiglia che lo guarda insieme. I miei ricordi sono più delle edizioni recenti.

Quali sono le tre canzoni che non possono mancare nella tua playlist?
“È già tutto previsto” di Cocciante. Sto ascoltando molto l’album di Rosalia, quindi direi tutto il disco. Un pezzo di Raye, artista internazionale che adoro: Escapism, ma in generale tutto il suo progetto. E aggiungo Amy Winehouse come bonus, visto che poi mi è venuta in mente.

Con “Inizialmente tu”, Jeson porta a Sanremo Giovani un messaggio di speranza, un invito a credere nelle seconde occasioni e a non arrendersi mai all’idea del “troppo tardi”. Un brano nato da un momento autentico, che riflette la sua crescita artistica e personale. Qualunque sarà il risultato, Jeson mostra la maturità e il coraggio di chi sa raccontarsi davvero, con sensibilità, autenticità e una voce che continua a trovare il suo spazio nella musica italiana.

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