Cresciuta tra Napoli e le sue emozioni, Antonia è una di quelle voci che ti rimangono addosso: delicatezza e grinta si intrecciano in un equilibrio che sa di verità. Dopo l’esperienza ad Amici 24, la giovane artista torna a far parlare di sé con “Luoghi Perduti”, brano con cui partecipa a Sanremo Giovani e che segna un nuovo capitolo della sua crescita musicale.
Ciao Antonia, è un piacere ritrovarti su More Music Magazine! Complimenti per la tua canzone e per la partecipazione a Sanremo Giovani. Come ti senti a calcare quel palco così importante?
Sono molto emozionata, devo dire anche un po’ in ansia, ma nel senso bello del termine. Sanremo Giovani è un palco enorme, pieno di significato per chi fa musica in Italia, e il solo fatto di poterci salire mi riempie di gratitudine. Mi sento fortunata e felice di avere l’occasione di far conoscere un pezzetto di me e della mia musica a così tante persone.
Il tuo pezzo si chiama I Nuovi Perduti, un titolo che evoca immagini, spazi e ricordi precisi. C’è un “luogo perduto” a cui pensi ogni volta che canti questa canzone? Magari un posto in cui ti senti al sicuro?
Per me i luoghi perduti sono tanti, e cambiano anche a seconda del momento che sto vivendo. Il mio luogo perduto per eccellenza è la mia cameretta a Napoli, quella dove tutto è iniziato: i primi sogni, le prime canzoni, le prime paure. È il posto in cui mi sento davvero al sicuro. Ma allo stesso tempo, i luoghi perduti sono anche gli errori del passato, le versioni di me che ho dovuto lasciare andare per crescere. Sono cose che non voglio dimenticare, perché anche se fanno parte di un tempo che non c’è più, mi hanno resa quella che sono oggi. In fondo, si cresce anche grazie a ciò che si perde.
Nel tuo percorso musicale si percepisce un equilibrio tra pop e R&B, tra dolcezza e forza. Ti riconosci in questo doppio lato? Come riesci a fondere questi due mondi mantenendo autenticità?
Sì, assolutamente. Credo che questo equilibrio rifletta molto la mia personalità: da una parte sono sensibile, emotiva, istintiva; dall’altra ho una grande determinazione e una voglia costante di migliorarmi. Musicalmente, non ci penso troppo, mi viene naturale. Fin da bambina ascolto artisti come Ariana Grande o altri nomi che hanno saputo unire pop e R&B, e probabilmente questa contaminazione è entrata in me in modo spontaneo. Quando scrivo o canto, non cerco di “fare un genere”: semplicemente seguo ciò che sento in quel momento. E forse è proprio questo che mi aiuta a restare autentica.
Hai vinto il Premio Spotify e sei volata a registrare a Sofia. Com’è stato ritrovarti in un ambiente così diverso e internazionale? Cosa ti ha lasciato questa esperienza a livello personale e artistico?
È stata un’esperienza meravigliosa, di quelle che ti rimangono addosso. Viaggiare mi ha sempre ispirata, ma questa volta è stato diverso: stavo realizzando un sogno. Entrare in quello studio di registrazione è stato come entrare in un altro mondo. Uno spazio pieno di energia, strumenti, persone che respiravano musica in ogni gesto. Mi sono emozionata fino alle lacrime. Per tre giorni mi sono sentita completamente viva, piena di gratitudine e felicità. Ed è raro sentirsi così per tanto tempo di fila. A livello artistico, mi ha dato una carica enorme. Ho capito quanto sia importante uscire dalla propria comfort zone, confrontarsi con realtà diverse, perché solo così puoi scoprire nuove parti di te.
Le esperienze che stai vivendo sembrano contribuire molto alla tua identità artistica. Hai la sensazione che la tua identità sia ancora in movimento? Quanto conta per te la ricerca del suono, delle parole, di nuovi modi di esprimerti rispetto al bisogno di sentirti capita dal pubblico
Credo che la mia identità sia in continua evoluzione, e in realtà mi piace così. Mi piace sperimentare, provare, cambiare prospettiva. Non voglio mai fermarmi o chiudermi in un solo genere. Amo profondamente l’R&B e il soul, perché sento che rispecchiano il mio modo di sentire e di cantare, ma allo stesso tempo ascolto di tutto. Ogni stile musicale ha qualcosa da insegnarmi. Per me la ricerca è fondamentale: nel suono, nelle parole, nel modo di comunicare. Voglio che chi mi ascolta possa percepire sincerità, più che perfezione. Essere capita è bello, ma prima di tutto voglio essere vera.
“Luoghi perduti” segna un nuovo capitolo del tuo percorso. Se ti guardi indietro, da Amici 24 fino a Sanremo Giovani, cosa senti di aver imparato sulla musica ma anche su te stessa?
Ho imparato a fidarmi di più di me stessa e del mio istinto. Quando ho iniziato ero molto insicura, cercavo di capire quale direzione prendere. Oggi so che ogni esperienza, anche quella più difficile, serve. Se potessi parlare alla ragazza che ero, le direi di non preoccuparsi troppo, di credere che andrà tutto bene. Perché, alla fine, qualcosa di buono arriva sempre.
Se ti dico “Sanremo”, qual è il primo ricordo o nome che ti viene in mente?
Penso subito a Giorgia. Anche se non ero ancora nata quando ha partecipato, per me lei è il simbolo di Sanremo. È una delle voci italiane che più ammiro, perché riesce a trasmettere tutto con la sua voce: forza, eleganza, verità. È una delle mie più grandi ispirazioni.
Ultima domanda: quali sono le tre canzoni che non possono mai mancare nella tua playlist, quelle che ti fanno stare bene?
Domanda difficilissima! Sicuramente I Gotta Find Peace of Mind di Lauryn Hill. Poi Choosing Tonight di Beyoncé. E infine Aspettando il sole di Neffa.
Da sempre appassionata di musica, trova la sua dimensione nell'indie pop.
Laureata in media, comunicazione e giornalismo fin da piccola trova nelle parole la perfetta chiave di lettura di sè e oggi tutti potete leggere quello che scrive.