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Chiello presenta ai giornalisti “Agonia”: tra musica e suggestioni notturne

Milano – Il 9 febbraio, all’Arcibellezza, Chiello ha presentato il suo nuovo album Agonia, un concept album composto da 11 canzoni, raccontandoci le scelte artistiche, le collaborazioni e l’immaginario che caratterizzano il progetto, oltre alla sua prossima esperienza a Sanremo.

“Non so esattamente perché, è più una sensazione. Io vado molto a sensazioni: l’ho sentito, ho pensato che fosse quello giusto, senza chiedermi troppo il perché. Però penso anche che possa essere una di quelle cose in grado di arrivare a tutti”, ha detto Chiello parlando della partecipazione al Festival e del pezzo “Ti penso sempre”.

Tranquillo e sereno, l’artista ha descritto lo stato d’animo che accompagna questa fase della sua carriera: “Sto bene, tranquillo. Zero preoccupazioni. Sento come se i pianeti si stessero allineando”.

Agonia: un concept album tra lotta interiore e introspezione

Il titolo del disco, Agonia, racchiude il senso più profondo del progetto: “Mi piaceva come parola, è molto esistenziale e si lega bene al concept del disco. Non è intesa solo come dolore, ma nel senso originario della parola: lotta, lotta interna, uno stato di transizione, il vivere dentro un conflitto. È questo che accomuna tutte le tracce, è l’innesco, il fulcro del disco”.

Il concept del disco si riflette anche nella scelta della copertina, una fotografia di Todd Hido tratta dalla raccolta House Hunting, fatta di immagini a colori e in bianco e nero dei sobborghi americani. “Gli scenari di Hido sono solitari, misteriosi, sospesi tra conforto e inquietudine – spiega Chiello – Ritraggono interni di case a schiera e vedute notturne di abitazioni simili. La presenza umana è solo suggerita: il bagliore di un televisore acceso, una lampadina, una finestra illuminata nel buio. Queste immagini evocano una malinconia silenziosa e persistente. Il quotidiano diventa qualcosa di intimo e poetico”.

In Agonia, Chiello racconta in musica questo immaginario, scavando nelle venature più profonde dell’essere umano e esplorando fragilità, solitudine, desiderio e introspezione emotiva.

Studio e collaborazioni

Per realizzare l’album, Chiello ha scelto il Pachydermo Studio, famoso per aver ospitato numerosi dischi di riferimento: “Abbiamo deciso di andare lì perché è uno studio dove sono stati fatti tanti dischi che ci piacciono, e volevamo quell’ambiente per il nostro lavoro”.

Chiello ha parlato anche del rapporto con Ottomano, presente nel disco ma non sul palco: “Non sarà sul palco con me, ma è stato una parte fondamentale. Ci ha accompagnato, è venuto con noi a Minneapolis ed è stato coinvolto nella scrittura. Ci conosciamo da quattro o cinque anni, ci ha presentati Francis Delacroix. All’inizio non mi considerava molto: gli feci ascoltare “Crema di buccia” e gli chiesi se mi avrebbe fatto il video. Poi, dopo un mese, mi scrisse dicendo che aveva ascoltato la canzone, che gli piaceva e che dovevamo incontrarci. Da lì non ci siamo più separati”.

Tracklist e brani principali

Tra i brani del disco, c’è Lupo, pubblicato a dicembre 2025, e il pezzo di Sanremo, Ti penso sempre, scritto da Chiello e composto da Tommaso Ottomano, Saverio Cigarini, Fausto Cigarini e Matteo Pigoni.

1. A TESTA ALTA
2. VULCANO
3. SALVAMI DA ME STESSO
4. TI PENSO SEMPRE
5. POLYNESIAN VILLAGE
6. DESATURARSI
7. LUPO
8. GLI SPETTRI E LE PAURE
9. SPERO ALMENO
10. SCARLATTA
11. STO ANDANDO VIA

Sanremo e preparazione

Alla domanda sulla competizione e la preparazione per Sanremo, Chiello si è mostrato distaccato e sincero: “La competizione non mi interessa, soprattutto nella musica. Sono due cose distinte. Non me la vivo, non mi interessa. Spero di arrivare all’ultimo, forse. Per la preparazione mi muovo all’aria aperta, al sole. Mi interessa soprattutto andare in sala prove con loro, suonare insieme. Stiamo sempre lì a suonare e questo mi basta”.

Con Agonia, Chiello conferma il suo percorso originale nel panorama musicale italiano: un progetto che unisce sonorità intense, collaborazioni di lunga data e immagini notturne cariche di poesia, fragilità e introspezione.