Un festival che ha solo due anni di vita, ma l’energia di una grande tradizione. Il Transumare Fest torna per una seconda incredibile stagione sul lungomare di Roseto degli Abruzzi e conferma di essere molto più di una rassegna musicale: è la dimostrazione che un gruppo di giovanissimi abruzzesi può immaginare e costruire un evento capace di richiamare migliaia di persone, mescolando musica, territorio e comunità.
L’idea è semplice e potente: portare la transumanza nella contemporaneità. Non greggi, ma onde di suoni e persone che si spostano insieme. Un festival nato dal basso, dall’entusiasmo di ragazzi poco più che ventenni che hanno deciso di investire nel loro territorio senza aspettare che fosse qualcun altro a farlo. E beh direi che ci sono riusciti alla grande, regalando al territorio un festival capace di unire diversi generi musicali alle attività tipiche del territorio: trekking, camping oltre che yoga, sport e tantissimo divertimento.
Day 0 – Il battesimo della festa
Giovedì 20 agosto la sabbia del lungomare diventa palco. Un inizio con il botto e una line up incredibile dai Management del Dolore Post-Operatorio che rompono il ghiaccio con rabbia e poesia, rendendo il parcheggio di Roseto uno spazio di crescita e nuove opportunità. Attorno, un pubblico variegato: studenti in vacanza, famiglie curiose, veterani del rock alternativo. A contorno alcuni nomi molto interessanti, una fra tutti Gioia Lucia che con la sua voce aggiunge quel tocco di intimità che ci ricorda la bellezza del “saper ascoltare”, Thanks Mate chiudono in leggerezza. È solo l’anteprima, eppure l’atmosfera è già quella di un festival maturo.
Day 1 – Onde elettroniche
Il primo giorno ufficiale si apre alle 17:00 con DVS1 e i suoi bassi profondi che scuotono il lungomare, trasformando Roseto in una Berlino adriatica. Il tramonto si mescola alle note di Emma Nolde, voce potente e testi generazionali cantati a squarciagola da chi ha vent’anni come lei. Poi arriva il groove mediterraneo di Pellegrino & Zodyaco: Napoli che incontra l’Abruzzo, sorrisi larghi e passi di danza sulla sabbia. La notte esplode tra set serrati e corpi che non vogliono fermarsi. Una marea di persone che a ritmo della musica ha colorato la notte in una Roseto assolata.
Day 2 – Tra radici e futuro
Il venerdì è il cuore pulsante del festival. Venerus incanta con un live che fonde elettronica e spiritualità: un viaggio interiore in riva al mare. OKGIORGIO e Delicatoni portano leggerezza e ironia, mentre Unai Trotti trasforma il lungomare in una spirale di techno elegante. Accanto ai palchi si vive l’altra anima del festival: laboratori di artigianato, degustazioni di vini locali, sessioni di yoga al tramonto. È qui che si capisce che Transumare non è solo musica, ma un modo di stare insieme e riscoprire l’Abruzzo.
Day 3 – Il gran finale
Sabato è il momento dell’onda più alta. I 99 Posse arrivano e la folla esplode in cori e pugni al cielo: la spiaggia si trasforma in piazza politica e musicale. Subito dopo, l’irresistibile energia di Omar Souleyman trascina tutti in una danza collettiva che annulla confini e geografie. Con Coca Puma e Cellini la notte si dilata fino all’alba, tra bassi potenti e occhi che non vogliono chiudersi.
Un festival giovane, ma già adulto
Il Transumare Fest è nato appena un anno fa, ma ha già conquistato un posto nel panorama musicale italiano. La sua forza sta nella visione: non importare modelli dall’estero, ma costruire un evento che parli abruzzese. Dietro c’è un gruppo di ragazzi che ha creduto nella propria terra e l’ha trasformata in palcoscenico, scommettendo su sostenibilità, comunità e inclusione.
Chi arriva a Roseto lo capisce subito: si può venire in treno o in bici, dormire al Verdechiaro Village o in una tenda a pochi passi dal mare, partecipare a un trekking o a un laboratorio di pane fatto in casa. Qui non sei spettatore, ma parte di un esperimento collettivo.
Il giorno dopo
La domenica mattina il lungomare è più silenzioso, ma il festival resta nell’aria. Il cielo è nero e una tromba d’aria è alle porte, ma nei cuori resta ancora la musica. Le bottiglie riutilizzabili, le orme cancellate dal mare, i racconti che passano da un gruppo all’altro sono la prova che questa seconda edizione ha già lasciato un segno. Transumare Fest non è solo un festival giovane: è un Abruzzo che si muove, che osa, che guarda avanti.