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Sayf, tra la luna e il mare: il racconto di una notte Santissima al Marea Festival

Cosa si fa in Abruzzo d’estate? Io sono andata a vedere due artisti incredibili messi insieme sotto il cartellone del Mare Festival. Sto parlando di Sayf, personalmente artista rivelazione del 2025 arrivato con un progetto incredibile a Sanremo consacrato con l’album “Santissimo” di maggio e Salmo, una leggenda reduce dall’ultimo album “Ranch“, non saprei davvero cosa altro dire di quest’artista che riesce ad abbracciare generazioni diverse senza snaturarsi, neanche in un’occasione.

Le premesse erano tutte ottime e con la curiosità alle stelle, dopo aver ritirato il pass, sono corsa sulla spiaggia per raggiungere il sotto palco godendomi un incredibile tramonto in attesa di Sayf. Un ingresso quasi poetico, con una luna rossa a capolinea sul mare, ad accogliere uno dei pupilli di Genova.

Quando parte “Se Dio vuole”, l’attesa finisce. Sayf prende il palco e parte subito con “Occhialata Carrera”, seguita da “Sex on la Santa”: l’atmosfera si accende e il pubblico entra immediatamente nel suo mondo. E c’è una cosa che colpisce fin dai primi minuti: la band. Una formazione incredibile, capace di creare con Sayf un’alchimia potentissima sul palco. Non è semplice accompagnamento: sembrano muoversi come un unico corpo, dando ai brani una dimensione ancora più fisica, viva e coinvolgente. Sono amici, una squadra e questo sul palco si capisce e si trasla fino a giù, tra il pubblico, che li segue cantanto ogni singola parola. E sul più bello arriva il primo cambio di scena.

Sayf rimane da solo sul palco. Le luci blu lo abbracciano e lo rendono più umano, più vero, più vicino ed è qui che arriva una delle mie canzone preferite, nonchè quella con cui ho scoperto Adam, “Una cotta per te” lasciando per qualche momento da parte tutta la potenza della band. Il concerto si fa improvvisamente più raccolto, quasi sospeso. Poco dopo arriva la combo Sayf + Dibla, e quella dimensione intima continua: due artisti insieme, una complicità evidente e un momento che sembra quasi rubato alla dimensione più grande del live.

Poi si torna a spingere con “Chic”, fino a un piccolo tuffo nel passato che, personalmente, aspettavo con particolare piacere: “Una cotta per te”, una delle mie canzoni preferite. Per qualche minuto il live diventa un viaggio nei ricordi, tornando a quella parte della discografia di Sayf che mi ha fatto innamorare del suo modo di scrivere, nonostante fosse ancora acerbo.

Una folata di vento e sul palco appare Dibla con la sua incredibile capacità di adattarsi in base allo strumento che è tra le sue mani. Un musicista incredibile che prima di tutto si diverte sul palco. Il concerto si avvicina al pubblico, le anime si mischiano tra i sorrisi e quelle note urlate, quelle mani strette e quel sudore che ci tiene incollati gli uni agli altri.

Da lì si riparte con “BRATZ”, “Raffaello”, “Parlar d’amore”, “Tu mi piaci tanto” e “Randa Baraonda”, fino alla chiusura. E la fine è tutta dedicata al divertimento. La band risale sul palco e sembra quasi che il concerto cambi ancora una volta pelle. Si scatenano, si divertono, giocano tra loro e con Sayf, regalando quell’alchimia che per tutta la serata ha reso il live così speciale.

E poi arriva il momento che aspettavo: “Hit the Road Jack”, la cover di Ray Charles portata da Sayf a Sanremo. Qui prende il microfono Dibla, coinvolge la band e trasforma il palco in una vera festa. È proprio in questo momento che viene presentato anche il nuovo acquisto “in casa”: Giovanni Di Biasi. Preso il microfono è proprio a lui che viene affidata la frase chiave che fa esplodere definitivamente il pubblico: “E adesso… suona la tromba!”

E qui, però, una menzione speciale va proprio a Sayf e al suo talento con la tromba. Perché sì, Sayf non si limita a cantare e stare al centro del palco. Quando prende in mano lo strumento dimostra un’altra sfumatura del suo talento musicale, inserendosi perfettamente nell’energia della band.

Flavia Arcangeliwp_17135384Modifica profilo

La tromba parte, la band si scatena e il finale diventa una festa vera e propria. Sayf chiude il suo live nel modo più bello possibile. Davanti al suo pubblico con il sorriso, con la musica e con una band che sembra divertirsi tanto quanto le persone lì sotto.

Trentuno brani dopo, Sayf lascia il palco con una certezza. Non è più soltanto una promessa della nuova scena. Al contrari, un artista con un’identità precisa. Uno di quelli capaci di passare dalla potenza di una band a un momento completamente intimo, fino a trasformare il finale in una festa.

E adesso il palco è pronto a cambiare padrone. Dopo Sayf, è il momento di Salmo, ma questo ve lo racconterò a breve.