È un debutto che profuma di sfida, curiosità e grande attesa quello di Can Yaman alla prima conferenza stampa del Festival di Sanremo 2026. Davanti ai giornalisti, l’attore e protagonista internazionale si presenta con sincerità disarmante, raccontando emozioni, paure e il percorso che lo ha portato sul palco più iconico della musica italiana.
“Non ci ho pensato troppo, altrimenti mi incasinavo”
Alla domanda su come stia vivendo la sua prima esperienza da conduttore su un palco internazionale, Can Yaman risponde con il sorriso di chi sa di essere davanti a qualcosa di enorme: «Mi sono preparato non pensando. Se ci pensavo troppo, mi incasinavo. Sono arrivato qui stanchissimo: fino a ieri ero sul set in Spagna, ho finito tardi, ho volato di notte e alle due ero qui. Però sto bene, sono felice. Mi fido di Carlo e spero che mi aiuterà».
Il riferimento è a Carlo Conti, presenza rassicurante e guida in questa nuova avventura: «È una novità totale per me. Non so bene cosa farò, quindi vediamo. Spero di non combinare troppi pasticci».
Il caso di cronaca: “Non c’è mai stato un caso”
Inevitabile il riferimento a un recente episodio di cronaca che lo ha visto coinvolto in Turchia. Can Yaman chiarisce con fermezza: «Non c’è un caso. Erano controlli di routine che stanno facendo a tutti. Mi hanno controllato, è risultato tutto negativo e mi hanno liberato in meno di 24 ore. Non c’è mai stato un caso, come è stato detto. Se sei a posto, ti mandano via». Parole nette che chiudono definitivamente ogni polemica.
Tra set internazionali e nuovi progetti
L’attore parla anche dei suoi impegni futuri, tra azione moderna girata in Spagna e nuovi progetti italiani:
«Ora sto girando una serie d’azione moderna, una cosa che non avevo mai fatto. Per l’estate tornerò a Roma per una commedia con Lux Vide. Anche quella sarà una novità: io cerco sempre cose nuove nella vita». Sul ritorno di Sandokan, Can Yaman è prudente: i tempi di produzione sono lunghi e non dipendono da lui. «Dire una data sarebbe una bugia», ammette con onestà.

“Sanremo mi spaventa. Tutto mi spaventa”
C’è spazio anche per un momento più intimo: «Sanremo mi spaventa. In realtà mi spaventa tutto nella vita, ma faccio finta di essere rilassato. Ho le mie vulnerabilità, solo che non le faccio vedere. Sono bravo a fingere».
Una confessione che strappa sorrisi e applausi in sala, rendendo il suo debutto ancora più umano.
La musica del cuore: dalla Turchia all’Italia
Alla curiosità sui suoi gusti musicali, Can Yaman racconta un mondo ricco e personale: dagli artisti turchi come Mert Kayak e Tarkan, fino ai grandi classici italiani. «Ascolto tantissime canzoni vecchie. Tipo Claudio Baglioni, Piccola grande amore. Mi piacciono le canzoni che fanno soffrire», scherza.
E quando si parla della grande ospite della serata, l’emozione è evidente: «Se fossi stato un cantante, avrei voluto essere come Laura Pausini. Per le sue scelte, per come canta in tante lingue, per come si pone nella vita. In un’altra vita, avrei voluto essere lei».

Un debutto nel momento giusto
La conferenza si chiude tra applausi e sorrisi. Can Yaman saluta tutti con gratitudine, consapevole di essere arrivato a Sanremo nel momento giusto della sua vita e della sua carriera: più maturo, più consapevole, pronto a mettersi in gioco. Sanremo 2026 è appena iniziato, ma una cosa è certa: il suo debutto non passerà inosservato.

