Dal 2023 aspettavamo il nuovo album di Nitro. E il rapper, come sempre, non ha deluso. Torna sul palco dell’Orion Club di Roma con Brividi, il suo sesto album, e infuoca tutto in una performance che sorprende per autenticità e umanità. Soprattutto considerando che quella sera era fortemente influenzato. Ed è proprio lì che arriva la prima dichiarazione, quella che vale più di qualsiasi intro: “Noi facciamo questo nella vita, la musica. E dobbiamo farla sempre al meglio.”
Con questa promessa si apre il live, che percorre le tappe di una crescita artistica profonda. Da Danger a Suicidol, fino a Brividi: l’Orion vibra delle sue barre arrabbiate e i fan – molti dei quali ci sono dal 2013 – sono travolti come se quel tempo non fosse mai passato.
Non è solo il lancio di un nuovo album: è una storia ripercorsa. La Machete Crew, i featuring con Salmo, Gemitaiz, DJ Slait, partner che hanno costruito con lui le tappe di un percorso che nella scena rap ha il peso di qualcosa di sacro. E risuonano, in questa notte romana.
Nitro, Nicola Albera, veneto doc, spacca quando è romantico, spacca quando è arrabbiato, spacca e basta. Ma è nei momenti di dialogo con il pubblico che emerge una sensibilità disarmante, come quando introduce Odio il rap. Un titolo che inganna: per quante volte ricorre la parola odio, è una lettera d’amore. Del resto, l’odio è sempre una sovrastruttura dell’amore.
E infine, quel palco sceglie di dividerlo. Perché nel rap il talento non è esclusivo, il microfono sceglie chi ha qualcosa da dire; e Nitro divide il suo con due ragazzi dal pubblico, pronti a prendersi il proprio spazio.
Ecco, questa è Brividi. Un nuovo capitolo di una storia d’amore: quella tra un artista e la sua musica. Ma anche una mano tesa nella scena rap.
Bentornato Nitro. Spacca tutto, sempre.

