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Achille Lauro all’Olimpico: una notte tra tutte le sue anime

Roma e Achille Lauro. Un legame che negli anni si è trasformato in immagini iconiche, performance sorprendenti e canzoni capaci di raccontare una generazione. Mercoledì sera questo rapporto ha raggiunto uno dei suoi momenti più significativi: il debutto dell’artista allo Stadio Olimpico, sold out in ogni ordine di posto, davanti a oltre 60mila persone.

Per la sua prima volta nello stadio della Capitale, Lauro ha scelto di raccontarsi attraverso tutte le sfaccettature che hanno costruito il suo percorso artistico. “Comuni Immortali” non è stato semplicemente un concerto, ma un viaggio tra le diverse anime di un artista che negli anni ha fatto del cambiamento la sua cifra stilistica.

La scaletta ha attraversato mondi apparentemente lontani, ma che convivono da sempre nel suo universo creativo. C’è il Lauro romantico e malinconico di Amor, Perdutamente e Senza una stupida storia, quello che negli ultimi anni ha riscoperto la centralità della canzone e delle emozioni. C’è poi il narratore di storie e immagini cinematografiche, che prende forma in brani come Dannata San Francisco, 1969 e La città degli angeli.

Non è mancata l’anima più ribelle e provocatoria, quella che lo ha reso uno degli artisti più imprevedibili della scena italiana. Me ne frego, Rolls Royce, Maleducata e il medley che ha riunito Pessima, Cadillac, Bvlgari Black Swing e Thoiry Remix. Brani che hanno riportato sul palco l’energia degli anni in cui Lauro ha scardinato regole e aspettative, costruendo un immaginario unico nel suo genere.

Accanto al performer, però, c’è sempre stato anche il cantautore. Lo si è percepito nei momenti più intimi dello show, quando lo stadio si è lasciato trasportare da canzoni come La bella e la bestia, In viaggio verso il paradiso e C’est la vie, fino al finale affidato a Incoscienti giovani, tra i brani simbolo della sua fase artistica più recente.

Uno dei momenti più emozionanti della serata è arrivato con l’ingresso di Antonello Venditti. Due generazioni di artisti romani si sono incontrate sul palco dell’Olimpico. Un modo per presentare dal vivo, per la prima volta, la nuova versione di Che tesoro che sei. Un passaggio di testimone ideale, accolto dall’abbraccio di uno stadio intero.

L’impressione, al termine delle oltre due ore di spettacolo, è quella di aver assistito a un racconto completo. Non una semplice raccolta di successi. Ma una vera e propria fotografia di un artista che ha saputo attraversare generi, linguaggi ed estetiche differenti senza mai perdere la propria identità.

E mentre il viaggio di “Comuni Immortali” si prepara all’ultimo appuntamento del 15 giugno a San Siro, il pubblico guarda già al futuro. Il tour negli stadi del 2027 ha già registrato il sold out della data del 30 giugno allo Stadio Olimpico. E poi l’annuncio speciale: il secondo stadio il 1 luglio 2027. Un risultato che conferma come il rapporto tra Achille Lauro e il suo pubblico continui a crescere, seguendo la stessa traiettoria della sua continua evoluzione artistica.

L’Olimpico sold out è una fotografia destinata a restare nel percorso di Achille Lauro. Non come un traguardo definitivo, ma come la conferma di una delle qualità che lo hanno reso unico: la capacità di evolversi continuamente senza smettere di parlare a pubblici diversi.