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Next Music Awards 2026, la musica che cresce conquista Palestrina: Malaffari trionfano nella quinta edizione

C’è un momento, nelle finali, in cui la musica smette per qualche minuto di essere soltanto musica. Diventa attesa, tensione, speranza. Diventa la possibilità concreta che tutto quello che è stato fatto fino a quel momento possa finalmente trasformarsi in un nuovo inizio e questo sono i Next Music Awards.

È quello che è successo sabato 22 agosto a Palestrina, dove Piazza Regina Margherita si è trasformata nel cuore pulsante della quinta edizione dei Next Music Awards, il progetto dedicato alla nuova musica italiana che quest’anno ha scelto come filo conduttore un concetto semplice ma potentissimo: “La musica che cresce”.

Una crescita che, quella sera, è diventata spettacolo davanti a una piazza gremita e a un pubblico di oltre 2.000 persone, arrivato per assistere alla sfida finale tra i migliori talenti emersi da un percorso che ha coinvolto oltre 1.300 iscritti. Dalle audizioni online alle selezioni dal vivo, il viaggio ha progressivamente ristretto il campo fino ai finalisti chiamati a giocarsi tutto su un unico palco.

E alla fine, quando le luci si sono abbassate e l’attesa ha lasciato spazio al verdetto, a conquistare la quinta edizione dei Next Music Awards sono stati i Malaffari. Il progetto torinese ha convinto la giuria con una proposta capace di distinguersi per identità, presenza scenica e potenziale. Aggiudicandosi il primo premio dal valore di 15.000 euro, pensato per sostenere concretamente la crescita artistica del vincitore. Un riconoscimento che va oltre la semplice coppa o il titolo: è un investimento sul futuro di un progetto musicale che, da quella notte, ha davanti una strada ancora tutta da costruire.

Ma la finale dei Next Music Awards non è stata soltanto una gara. È stata una vera festa della musica, costruita sul dialogo tra generazioni, linguaggi e percorsi differenti.

Sul palco, infatti, accanto ai finalisti, sono arrivati quattro ospiti capaci di rappresentare anime molto diverse della scena musicale italiana: Eddie Brock, Luca Dirisio, Lorenzo Fragola e Francesco Caggiano. Quattro nomi, quattro storie, quattro modi di vivere il rapporto con la musica.

Luca Dirisio ha portato sul palco l’esperienza di una carriera ormai consolidata, mentre Lorenzo Fragola, artista emerso da un talent e poi protagonista della scena pop italiana, ha rappresentato un’altra prospettiva sul percorso che porta un giovane artista a trasformare un’opportunità in una carriera.

Accanto a loro, Eddie Brock, con il suo percorso all’interno della nuova scena fatta di social e di certezze, e Francesco Caggiano, giovane artista romano diventato virale attraverso i social dando voce a una generazione che oggi costruisce il proprio pubblico anche attraverso TikTok, Instagram e le nuove piattaforme digitali. Caggiano, in particolare, è arrivato alla finale forte di un percorso nato proprio online e della crescente attenzione ottenuta con la sua musica.

Ed è proprio qui che il concept dell’edizione, “La musica che cresce”, ha trovato la sua forma più concreta. Non una semplice contrapposizione tra artisti affermati ed emergenti, ma un incontro. Un passaggio di testimone ideale tra chi ha già percorso una parte della strada e chi quella strada la sta ancora iniziando. Perché la musica emergente non vive nel vuoto. Cresce attraverso gli ascolti, i palchi, le collaborazioni, gli incontri e soprattutto attraverso la possibilità di confrontarsi con chi quella professione la conosce già.

A rendere ancora più importante il momento del verdetto è stata la presenza di una giuria composta da professionisti provenienti da diversi settori dell’industria musicale e presieduta dal Maestro Enrico Melozzi. Al suo fianco Vince Lion, Giorgio Di Mario, Rosa Bulfaro, Roberto Cardelli e Simone Cremonini, chiamati a osservare e valutare i giovani artisti con competenze e prospettive differenti.

A guidare la serata sono stati invece Eleonora Scaiola, voce di Dimensione Suono Roma, e Massimo Galanto, di RTL 102.5, che hanno accompagnato il pubblico attraverso una serata costruita per alternare competizione, spettacolo e momenti di intrattenimento. E il pubblico è stato protagonista ancora prima dell’inizio della finale.

La giornata ha infatti trasformato Palestrina in un vero palcoscenico diffuso. Dalle performance degli artisti di strada al karaoke, passando per gli appuntamenti che hanno accompagnato il pubblico verso Piazza Regina Margherita. Alle 21 è poi arrivato il momento della finale, con i giovani artisti pronti a salire sul palco per giocarsi il risultato di mesi di lavoro.

Poi sono arrivate le esibizioni. Le luci. Gli applausi. L’attesa. E infine il nome: Malaffari.

In una serata in cui il palco ha dato spazio a percorsi diversi, il progetto torinese è riuscito a conquistare il riconoscimento più importante. Trasformando una competizione in un punto di partenza. E forse è proprio questo il senso più autentico di una manifestazione come i Next Music Awards. Non stabilire semplicemente chi è il migliore, ma creare le condizioni perché qualcuno possa diventarlo.

La quinta edizione ha raccontato una scena italiana giovane, contaminata, imprevedibile. Una scena che non chiede necessariamente il permesso per esistere e che sempre più spesso costruisce il proprio pubblico fuori dai percorsi tradizionali.

E mentre sul palco scorrevano i nomi dei finalisti e gli ospiti accompagnavano il pubblico verso l’ultimo atto della serata, tutto era chiaro. Era una fotografia del momento che sta vivendo la nuova musica italiana. Un mondo fatto di artisti emergenti, professionisti, pubblico, social, live e nuove opportunità. Una fotografia in cui il futuro non appare più così lontano.

Perché a Palestrina, quella sera, il futuro della musica italiana non è rimasto una promessa. È salito su un palco, ha cantato. Ha tremato e infinite ha vinto. E soprattutto, ha iniziato a crescere.