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Ultra club, al Mattatoio di Roma otto giorni tra musica, sperimentazione e innovazione digitale

Dal 19 al 27 settembre il Mattatoio di Roma torna a trasformarsi in uno degli snodi più interessanti della programmazione del Romaeuropa Festival. A occupare gli spazi della struttura è Ultra Club, festival-nel-festival curato da Matteo Antonaci, Giulia Di Giovanni e Federica Patti e dedicato alle nuove forme della ricerca sonora, alla club culture e all’innovazione digitale.

Otto giornate in cui il concetto di concerto si allarga e lascia spazio a un’esperienza più ampia: live set, performance audiovisive, installazioni, talk, design, gaming e sperimentazione sonora convivono all’interno di un unico spazio, costruendo un programma che attraversa linguaggi e scene differenti.

Non un semplice calendario di concerti, dunque, ma un percorso dentro alcune delle trasformazioni più interessanti della musica e della cultura contemporanea.

Dall’avanguardia romana alla nuova club culture

A inaugurare Ultra Club, sabato 19 settembre, è Agatha FORWARD, nuova evoluzione di Agatha, storica serata dell’avanguardia clubbing romana degli anni Novanta fondata da Andrea Lai e Riccardo Petitti.

Il progetto torna a intrecciarsi con il Romaeuropa Festival riportando al centro la dimensione collettiva della festa, intesa non soltanto come momento di intrattenimento, ma come spazio di incontro tra corpi, musica, immagini e ricerca artistica.

La serata ospiterà la mostra fotografica Four To The Dirt di Mirko Ostuni, dedicata alle culture della festa nel Sud Italia, il live audiovisivo Fragmenta di Alessandro Roberti e Carmine Iuvone e i set di Blumarina, VSC (Reveries), Future Nomadz e DNN (LOBO).

Il 20 settembre Ultra Club guarda invece alla nuova canzone d’autore italiana attraverso una giornata dedicata all’etichetta indipendente 42 Records.

Alle 18 Emiliano Colasanti, cofondatore dell’etichetta, dialogherà con il giornalista Patrizio Ruviglioni nel talk Fare quello che ci piace nel modo in cui ci piace. Un’occasione per attraversare la storia e l’identità di una realtà che dal 2007 ha contribuito alla crescita di alcuni dei nomi più significativi della musica indipendente italiana.

A seguire, il palco sarà affidato a Tutto Piange e Marco Fracasia, due artisti appartenenti a una nuova generazione di songwriter che interpreta la forma-canzone attraverso linguaggi personali e non convenzionali.

La giornata proseguirà con la doppia proposta firmata Panico Concerti: alle 19 e alle 21.30 torna Rareș, cantautore veneziano di origini romene, mentre alle 20.30 sarà il momento di Marta Del Grandi, artista milanese di formazione jazz, che porta sul palco il suo universo sospeso tra songwriting e suggestioni cinematografiche.

Tradizione, identità e nuovi linguaggi

Il 22 settembre il programma si sposta sul rapporto tra memoria, identità e contemporaneità.

Per la prima volta a Roma arriva Fillas de Cassandra, duo formato da María Pérez e Sara Faro, impegnato nella rilettura della tradizione galiziana attraverso elettronica, mitologia greca e una forte componente performativa. Il progetto presenta TERTULIA, lavoro nel quale musica tradizionale e linguaggi contemporanei si incontrano dando vita a un immaginario fortemente teatrale.

A seguire, Davide Ambrogio presenta Mater Nullius, un progetto che parte dal patrimonio musicale dell’Aspromonte per interrogarsi sul suo significato nel presente. Voce, strumenti e ricerca si incontrano in una performance che trasforma la tradizione in materia viva, capace di parlare anche dell’alienazione contemporanea e del rapporto tra uomo e natura.

Il 23 settembre arriva invece uno dei protagonisti internazionali della programmazione: Kangding Ray, alias David Letellier.

Il musicista e producer francese, tra le figure più autorevoli della ricerca elettronica contemporanea, porta a Roma Superfluid LIVE A/V, esperienza audiovisiva in cui techno, ambient e sperimentazione si incontrano in un paesaggio sonoro ipnotico e immersivo.

Il club come spazione sperimentazione

Il 24 settembre Ultra Club, in collaborazione con KLANG, concentra l’attenzione sulle nuove traiettorie della club culture europea. In programma aya, alias Aya Sinclair, con il suo secondo album hexed!, J. LUDVIG III, batterista danese che attraversa jazz, elettronica, emo, hardcore e pop sperimentale, e EMMA, artista nata in Germania e cresciuta in Puglia, che presenta il suo percorso musicale dopo la pubblicazione di ERA L’INIZIO.

Una serata che restituisce bene uno dei tratti distintivi di Ultra Club: la volontà di non delimitare la musica elettronica all’interno di un genere preciso, ma di raccontarla come territorio di contaminazione.

Il 25 settembre, grazie alla collaborazione con Visioni Parallele, il programma si sposta ancora una volta sul confine tra musica, arti visive e tecnologia.

Da una parte prima stanza a destra, classe 2004, porta sul palco la ragazza che suonava il piano, un lavoro costruito attraverso elettronica, pop, cantautorato e una scrittura profondamente generazionale.

Dall’altra, il pubblico incontrerà H U M I di Riccardo Giovinetto, performance audiovisiva immersiva che utilizza il concetto di confine come spazio mobile e attraversabile. Un lavoro che parte dall’immagine del fronte oceanico per riflettere sull’idea di soglia, trasformazione e separazione.

Design, gaming e futuro

La musica non è però l’unico linguaggio attraversato da Ultra Club.

Il 26 settembre torna Design Talks, progetto dedicato alla grafica contemporanea curato da Stefano Cipolla e Mistaker, con il coordinamento di David Aprea. Il programma comprende talk, panel, workshop e momenti dedicati alla formazione, con protagonisti provenienti dal mondo della progettazione e della comunicazione visiva.

Tra gli appuntamenti, il talk con Francesco Valtolina, art director di Mousse Magazine, i panel con Due Studio, Tiziana Alocci e Federico Antonini, il focus sugli spazi della progettazione curato da Valerio Di Mario e il Thesis Project, realizzato in collaborazione con IED, ISIA, NABA e RUFA.

La settimana si chiude il 27 settembre con Ultra/Club Game Day, una giornata realizzata in collaborazione con RE:HUMANISM e dedicata al rapporto tra arte, videogame e società.

Il Mattatoio diventa un vero playground per la produzione videoludica indipendente, con la partecipazione degli studenti dell’Accademia Italiana Videogiochi. Ci sarà spazio per il workshop di modding curato dal duo 2girls1comp, per il film Delivery Dancer’s Sphere di Ayoung Kim e per un talk con Matteo Lupetti, Federica Di Pietrantonio e Daniela Cotimbo.

A chiudere il programma saranno i lavori del collettivo Total Refusal, con la live performance Red Redemption e il film World at Stake, due opere che utilizzano il videogioco come strumento per interrogare temi politici, sociali ed economici.

Otto giorni, un solo spazio

In otto giornate Ultra Club costruisce così una mappa che parte dalla pista da ballo e arriva alla performance audiovisiva, dalla canzone d’autore alla sound art, dal design al gaming.

È proprio nella sovrapposizione di questi linguaggi che la rassegna trova la sua identità: il club non viene trattato semplicemente come un luogo in cui ascoltare musica, ma come uno spazio culturale nel quale sperimentare, incontrarsi e mettere in discussione i confini tra discipline.

Dal 19 al 27 settembre il Mattatoio diventa quindi un laboratorio aperto sulla contemporaneità musicale e digitale, inserito nella quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival, diretto da Fabrizio Grifasi e in programma fino al 16 novembre.

Un programma pensato per chi nella musica cerca anche ricerca, contaminazione e nuove forme di esperienza.