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Sanremo, LDA & Aka7even: “Poesie clandestine”, la scelta istintiva e un’idea d’amore che non scappa

Tra battute, momenti di complicità e riflessioni profonde, la conferenza stampa di presentazione di LDA e Aka7even ha svelato non solo il loro brano in gara, Poesie clandestine, ma anche il loro approccio alla musica e alla vita. Al centro, la scelta del pezzo per Sanremo e il rapporto con l’amore, tema ricorrente nell’album omonimo.

Perché “Poesie clandestine” sul palco dell’Ariston

Alla domanda sul perché abbiano portato Poesie clandestine a Sanremo, i due spiegano che la scelta è stata naturale: il brano è nato per primo e ha rappresentato l’urgenza creativa del progetto. «In quei giorni avevamo poco tempo e tante idee – raccontano – Poesie clandestine è uscita spontanea, e ci è sembrato giusto portarla all’Ariston». Non è stata una scelta strategica, ma istintiva, e il pezzo riflette perfettamente il mood fresco e leggermente malinconico dell’album.

L’amore al centro del disco

È qui che la conferenza prende un tono più personale, con la domanda del nostro magazine sul loro rapporto con l’amore. Aka7even racconta un’idea di amore vissuta come responsabilità: va coltivato, protetto e non abbandonato alla prima difficoltà. «Non credo nella fuga – dice – l’amore va vissuto con delicatezza. Ho vissuto periodi da solo, e oggi sono felice, perché ho trovato la persona giusta che mi ha fatto riaprire il cuore».

LDA, invece, parla di un amore più emotivo e custodito, tenuto lontano dai riflettori e profondamente sentito. «Non posso spiegare a parole cos’è l’amore – racconta – ma ogni volta che la guardo mi emoziono. È la persona con cui condivido il lato migliore di me». Per entrambi, l’amore non è solo sentimento, ma anche maturità, pazienza e cura: un filo conduttore che attraversa le loro canzoni e li lega anche nel lavoro musicale condiviso.

Un album nato di corsa, senza competizione

Poesie clandestine è anche il titolo dell’album, scritto e registrato in soli 16 giorni. Nonostante la rapidità, LDA e Aka7even raccontano che non ci sono state tensioni: «Nessuno di noi ha mai voluto scavalcare l’altro – spiegano – le voci si intrecciano naturalmente, grazie anche al supporto del vocal coach Giovanni Sciabarrasi».

Il disco esplora sonorità diverse – dal pop al cantautorato, con tocchi latin – e rappresenta una sintesi originale dei due artisti: “popolare e versatile”, come lo definiscono loro, lontano dal solo percorso solista di ciascuno.

Sanremo: un palco di maturità condivisa

Essere in due ha ridotto l’ansia e raddoppiato le emozioni positive. «Siamo più maturi, più consapevoli – raccontano – e affrontiamo tutto senza aspettative, solo con la voglia di goderci il momento».

Poesie clandestine, sul palco dell’Ariston, diventa così simbolo di un progetto nato con spontaneità e di un’idea di amore che non fugge, ma si vive con attenzione, responsabilità e autenticità