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Sanremo 2026, la serata cover vincono Ditonellapiaga e Tony Pitony

È stata una serata cover dove hanno trionfato Ditonellapiaga e Tony Pitony che ha diviso, acceso dibattiti e tirato fuori tutte le nostre contraddizioni emotive, tra nostalgia, politica, affetti familiari e qualche scivolone evitabile. Un Festival che, almeno per una notte, ha smesso di essere solo gara per diventare racconto collettivo, con momenti sinceri e altri decisamente meno centrati.

Tra chi ha portato sul palco emozioni vere e chi si è perso nel personaggio, questa lunga notte di cover ha confermato una cosa sola: Sanremo resta uno specchio spietato, capace di amplificare talento, limiti, idee e incoerenze. E noi, come sempre, eravamo lì a guardare, ascoltare, giudicare — senza fare sconti.

Elettra Lamborghini con Las Ketchup“Aserejé”

Nostalgia portami via? Forse. L’unico problema è una scoordinazione che già dalle prove era evidente ed un registro che nonostante il mood compatibile con il Elettra, la rende la caricatura di se stessa. Las Ketchup? Incommentabili.

Eddie Brock con Fabrizio Moro“Portami via”

Un pezzo che sentiamo particolarmente vicino, sia per l’amore incondizionato che la sottoscritta prova per Fabrizio Moro, ma anche per il messaggio di questa canzone diventata iconica proprio tra le poltrone rosse dell’Ariston. C’è da dire che Eddie Brock in questo brano, nonostante l’emozione, fa il suo senza strafare. Si prende la scena e non viene oscurato dall’ombra di una voce come quella di Moro.

Mara Sattei con Mecna“L’ultimo bacio”

La penna di Mecna salva l’interpretazione sottotono di Mara Sattei. Putroppo avrà forse risentito della stanchezza della gara, ma l’abbiamo sentita in sottrazione rispetto all’intensità del testo. Complessivamente hanno costruito un climax emotivo che però non porta da nessuna parte.

Patty Pravo con Timofej Andrijashenko(Ornella Vanoni / Gino Paoli) “Ti lascio una canzone”

Molto emotiva la performance, ma… c’è un mah. Patty Pravo, l’immensa, non risulta all’altezza del suo stesso talento. Le due aste dei microfoni cementificano il ricordo e l’importanza di questa storica canzone. La sua memoria resterà eterna come Vessicchio e la Vanoni, ma l’interpretazione risulta disfonica.

Levante con Gaia“I maschi”

Una safficità che sturba e coinvolge. Levante prende la canzone di Gianna Nannini e la fa sua, la plasma sulla sua pelle e nella voce, insieme ad una Gaia incredibilmente in forma. Un pezzo che ci ha fatto cantare a squarciagola, senza freni e inibizioni.. mica come la Rai che ha censurato il bacio tra queste due incredibili.

Malika Ayane con Claudio Santamaria “Mi sei scoppiato dentro il cuore

Claudio ci sei scopppiato dentro al cuore, non abbiamo altro da dire. Anzi no, Malika peccato che la tua canzone non sia così potente perchè sei meravigliosa.

Bambole di Pezza con Cristina D’Avena“Occhi di gatto”

Tra infanzia e sogno, le Bambole di Pezza conquistano il palco dell’Ariston con la loro anima più punk. Questo è il motivo per cui il loro pubblico le ama e, al di la della ballad presentata a Sanremo, si sono divertite. Hanno fatto ballare il pubblico al ritmo che le contradistingue e, inisieme a Christina D’Avena, hanno portato la sorrellanza. La scelta di “Occhi di gatto”, infatti, porta tre sorelle che han fatto un patto. Bellissime, abilissime e furbissime: donne che riescono a risolvere ogni problema insieme.

Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso“Su di noi”

Una scelta in controtendenza quella di Dargen che prende la canzone di Pupo, nonostante tutte le polemiche che ne sono conseguite, e ne fa un capolavoro nella lirica. Un pezzo che spezza l’ideale di un festival politiciazzato dal Governo, andando contro le assurde proposte di legge relative all’obbligo di leva militare, alle tantissime guerre nel mondo, quelle fin troppe ignorate. E come se non bastasse si mette contro tutti quegli odiatori da tastiera che sicuramente non capiranno il sample utilizzato come base è una famosa canzone associata alla Shoah. Perchè si, si può essere pro Gaza, continuare ad odiare il Nazismo e tutto quello che ne è conseguito. Bravo Dargen e bravo Pupo, perchè si è reso disponibile.

Tommaso Paradiso con gli Stadio – “L’ultima luna”

Una canzone già vista durante le prove. Un provatissimo Gaetano Curreri calca il palco dell’Ariston con una grinta incredibile tenendo in piedi un pezzo tanto impegnativo quanto complicato visto l’autore. Tommaso fa il suo, nulla di sorprendente. Gran peccato.

Michele Bravi con Fiorella Mannoia“Domani è un altro giorno”

Tredici Pietro con Fudasca, Galeffi e Band – “Vita”

Eccoci qui, il momento più emozionante del Festival, almeno fin’ora. Un emozionatissimo Tredicipietro (e perdonatemi anche un fantastico Fudasca perchè l’orgoglio compaesano va decisamente abbracciato) sale sul palco con una canzone potentissima, quella del papà Gianni con Lucio Dalla. E quindi, contro ogni pronostico, ecco sbucare proprio Gianni visibilmente emozionato. Un momento vero, di condivisione familiare, ma anche collettiva. E’ bello, è vero, è vita.

Maria Antonietta e Colombre con Brunori Sas – “Gira il mondo gira”

Ma davvero tutti devono cantare? Riuscire a rovinare l’interpretazione meravigliosa di Brunori era complicato eh…eppure la Sig.na Maria Antonietta ci è riuscita in pieno. Un mix di saccenza e superbia che, forse forse, dovrebbero cominciare a modellare perchè insomma, il paragone con i Coma_Cose proprio non è possibile.

Fulminacci con Francesca Fagnani“Parole parole”

L’eleganza che dal passato diventa modernità. Un “gender switch” nell’intepretazione che rende sufficientemente audace questo piccolo speciale intepretativo. La Fagnani sorprende, Fulminacci conferma il suo fascino. C’è un gusto dolce e amaro in questa cover e non possiamo fare a meno di apprezzarla.

LDA e AKA7even con Tullio De Piscopo – “Andamento Lento”

Sarebbe impossibile non saltare sulla poltrona nel sentire questa canzone. LDA e AKA7even confermano la bellezza del loro canto, così come il loro talento agli strumenti. Allo stesso tempo riescono a costruire un lento andamento che, passo dopo passo, esplode nel rispetto nei riguardi del Maestro De Piscopo che li ha accompagnati. Un omaggio che scalda il cuore e fa bollire il sangue nelle vene. I due ragazzi reggono il palco e se lo divorano scendendo in platea. In una sola parola: Coinvolgenti.

Raf e The Kolors – The Riddle

Forse siamo troppo focalizzate sulle prove e non sull’esibizione generale, ma per noi è un no. Perdonaci Stash.

Ditonellapiaga con TonyPitony“The Lady Is a Tramp”

Se si doveva portare il cinema all’interno del festival di Sanremo, Tony Pitony e Ditonellapiaga ci sono riusciti. Il look è solo l’ultima cosa che arriva di questa cover. La loro intepretazione è potente, coinvolgente e meravigliomente orchestrata. Tra passi di danza e swing questo duetto ha servito tutto il servibile.

Enrico Nigiotti con Alfa“En e Xanax”

Non posso nascondermi dietro ad un dito, non sono imparziale. Questa canzone apre nel mio cuore ferite profonde con una rapidità disarmante. La verità è che l’originale di Bersani è inarrivabile, ma questa versione che unisce due generazioni come quella di Enrico ed Andrea regala un’emozione diversa. Una che abbraccia, che conforta, che ti stringe e ti fa capire che in questo mondo non siamo soli. Uno dei pezzi più belli di questa serata cover, senza dubbio.

Serena Brancale con Gregory Porter e Delia“Bésame mucho”

Esibizione perfetta a livello vocale, incredibile, tutto perfetto… forse fin troppo. Si, ecco il duetto di Serena Brancale risulta finto, stucchevole, senza emozione se non quello dell’essere tutto, necessariamente, pettinato. Forse, si, sarà l’anno della sua vittoria, ma sicuro no quello della serata cover!

J-Ax con Ligera County Fam“E la vita, la vita”

Carina, un’esibizione che diverte, ma non regala alcun tipo di gioia. Quindi vi direi un bel meh.

Sayf con Alex Britti e Mario Biondi“Hit the Road, Jack”

Se il blues avesse un nuovo nome nel 2026 sarebbe esattamente questo e il suo protagonista sarebe Sayf con la sua tromba. Una performance che è stata in grado di unire la cullante e calda voce di Mario Biondi ha la freshness del giovane ragazzo in gara. Tutti gli elementi erano corretti: dalla valigetta ammanettata al polso di Biondi alla chitarra di Britti.

Francesco Renga con Giusy Ferreri“Ragazzo solo, ragazza sola”

In questa esibizione mancava qualcosa. Che fosse la tonalità o la vivacità dei due, ma era come se al brano fosse stato tolto del respiro. Serviva aria, al di la del testo di Mogol, perchè il ricordo con l’orginale di David Bowie è fin troppo impari.

Arisa con Coro del Teatro Regio di Parma“Quello che le donne non dicono”

Arisa è sempre più in connessione con Walt Disney. Non possiamo negare che arrivi dritta allo stomaco, ma forse questa favola sta diventando un po’ retorica. Stupenda voce, stupenda messa in scena, ma… Nel complesso non ci sentiamo di promuoverla a pieni voti.

Samurai Jay con Belén Rodríguez e Roy Paci“Baila morena”

Una moderna Baila che invece di ballare sulle spiagge della costa spagnola si sposta nella city milanese. Samurai fa il suo, ma non basta per rendere giustizia ad una canzone del genere. Belen onestamente non capisco la sua utilità.

Sal Da Vinci con Michele Zarrillo“Cinque giorni”

Bella esibizione. Le due voci però sono talmente simili che non si distinguono, sembra un unico coro che parla di un amore tormentato. E si, ammettiamo di aver cantato a squarciagola, ma non è paragonabile ad altre realtà e visioni artistiche che hanno calcato quel palco.

Fedez & Marco Masini con Stjepan Hauser“Meravigliosa creatura”

Fedez continua a stupire. Oltre alla sua penna incredibile, ora troviamo anche una voce intonata che ci fa rimanere a bocca aperta quando arriva a prendere la nota perfetta su “Meravigliosa”. Masini non so quanto sia un valore aggiunto, ma questo purtroppo è un giudizio troppo personale.

Ermal Meta con Dardust“Golden Hour”

Ermal arriva, si mangia il palco e se ne va. Letteralmente. Dardust accompagna il tutto con una delicatezza sorprendente, un tocco magico che solo due anime così pure, incredibili e vibranti possono realizzare.

Nayt con Joan Thiele“La canzone dell’amore perduto”

Un compitino portato a casa. Non più della sufficienza per una canzone è poesia pura. Ci aspettavamo di più, forse anche una riscrittura di alcuni istanti del brano dalla penna di Nyte. Troppe aspettative, non sappiamo. Sarà anche che questo è uno dei brani peferiti di Aida, ma non possiamo scindere la potenza di questo brano che non è stata sufficientemente restituita.

Luchè con Gianluca Grignani“Falco a metà”

Bel testo, ottima riscrittura. Peccato per l’esecuzione.

Chiello con Saverio Cigarini“Mi sono innamorato di te” (la presenza di Morgan nell’esibizione è stata annullata)

La mia collega mi ucciderà quando leggerà queste parole, ma questa versione “chiellese” di Mi sono innamorato di te non mi è dispiaciuta. Lo so, ha stonato, ma Chiello riesce ad arrivarmi come nessun altro. Ma questa è una gara e purtroppo non è stato all’altezza della potenza di Luigi Tenco però tranquilli, io me lo continuerò a riascoltare in cameretta.

Leo Gassmann con Aiello“Era già tutto previsto”

Chiamate un esorcista! Crediamo che i due abbiano subito un’invasione da ultracorpi e avessero la necessità di urlarli esternamente. Peccato perchè in alcuni punti la tensione emotiva sembrava lentamente costruirsi. Qualcosa è andato storto. Noi nel dubbio chiamiamo qualcuno che li possa aiutare.