tutto è possibile

Finley, 20 anni di “Tutto è possibile”: e ci crediamo come il primo giorno

Venti anni fa, quattro ragazzi della provincia di Milano avevano un sogno: fare musica.

Sono partiti dai banchi di scuola e dalle sale prove negli scantinati del Circolone di Legnano, e sono arrivati prima al palco di TRL, poi ai palchi internazionali come quello degli EMAs, giusto per nominarne uno, e grandi palchi italiani.

Una storia d’amore lunga vent’anni, sopravvissuta ad alti e bassi, a cambi di formazione, e che continua ancora oggi, con nuova musica ed un nuovo tour.

Vent’anni fa ero solo una ragazzina che si approcciava alla musica per le prime volte, e per caso sono incappata in quello che non sapevo sarebbe diventata una costante nella mia vita.

Una band che mi ha tenuta per mano lungo tutte le fasi della mia vita, e che continua a farlo anche ora, all’alba dei 30 anni.

Una delle certezze della mia vita, quel porto sicuro che ti dà forza nei momenti più belli ma anche e soprattutto quando sei con il morale a terra e ti sembra di aver toccato il fondo.

Tutto è possibile” è stato uno di quei dischi che ho consumato e che non mi ha mai annoiata. Dalla prima all’ultima traccia ho sempre trovato un po’ di me e del mio vissuto, vent’anni fa e ancor di più ora.

E come direbbe Pedro per introdurre la title track di quest’album: “Ed ora fuori la voce, perché tutto è possibile!”

Tutto è possibile

Tutto è possibile” è il mantra che continuo a ripetermi, soprattutto ora che la vita da “grande” a volte sembra sopraffarmi.

Un costante reminder del “se vuoi puoi“, che i risultati possono arrivare dopo tante fatiche e tanto impegno.

Un classico, al pari di Diventerai una Star, inconfondibile e senza tempo. Una di quelle canzoni che non puoi non conoscere, soprattutto se – come me – sei cresciuto a pane, TRL e Festivalbar.

Se lo vuoi

Tutto è possibile

Nulla è inafferrabile

Senza un limite

Se lo vuoi

Tu potrai vivere

Un sogno irrealizzabile

Senza un limite

Sole di Settembre

Altro pezzo cardine dei live dei Finley, Sole di Settembre si canta a squarciagola ogni volta più della prima. Una canzone d’amore energica, travolgente, che ci trasporta in un mondo in cui questa persona, questo “raggio di luce” alla fine dell’estate è talmente importante da essere definito come “l’ultima speranza”.

Un’ultima speranza, un po’ come quella che abbiamo a fine settembre di tenerci stretta l’estate, che ci sta invece scivolando dalle mani.

Vivo solo di te

Del calore che dai

La tua luce per me

Non si spegnerà mai

Ogni giorno di più

Sai convincermi che

Nulla avrebbe senso

Se non fossi qui

Fumo e cenere

Abbassiamo un po’ il ritmo per arrivare ad un’altra canzone storica dei Finley, immancabile in scaletta. Fumo e Cenere racconta del dolore successivo alla fine di una relazione, quella fase in cui, anche se sai che lei non tornerà, continui lo stesso ad aspettarla ore seduto su un marciapiede.

Ho sempre immaginato questo brano come il racconto di una persona che vive da “esterno” la fine della storia d’amore di un caro amico. Un amico che, con parole un po’ dure ma dette con amore, ha bisogno di essere brutalmente messo davanti alla realtà: nonostante tutte le lacrime e la disperazione, lei non tornerà. Un amico che deve capire che non vale la pena farsi sfuggire la vita dalle mani senza reagire, per non didursi fumo e cenere.

Il tuo mondo sta andando a puttane oramai

Puoi reagire ma forse non è ciò che vuoi

Preferisci esser vittima, non guarirai

Non mollare, è un consiglio

O ti ridurrai fumo e cenere

Addio

Ho sempre visto in “Addio” uno spirito tra il malinconico, l’esasperato ed il rassegnato. Quella malinconia che si prova a lasciare i propri affetti, ma allo stesso tempo l’esasperazione data dall’aver vissuto in un contesto che ha portato lacrime, dolore e ferite. Ci vedo anche la rassegnazione di quando ci si rende conto che tagliare i ponti, dire un definitivo addio, sia l’unica soluzione.

Non è facile lo so

Ma sento che

Questo è un addio

Diventerai una Star

Alzi la mano chi non ha mai provato a chiamare lo 0256123 – non si accettano bugie.

Con questo secondo singolo abbiamo imparato ad amare i Finley, con un po’ di sano pop-punk all’italiana ed un numero di telefono che negli anni abbiamo chiamato tutti, indipendentemente dalla nostra età. Complice anche il fatto che, nell’estate 2006, la canzone sia stata scelta come colonna sonora di uno spot pubblicitario.

In “Diventerai una Star” la band esplora il desiderio di ottenere fama e successo. Successo che predice la “stronza che dice di aver risposte ai miei perché” attraverso la sua sfera, prevede una celebrità vista dal pubblico come un re, addirittura un jackpot ricco al casinò.

Si fiuta subito l’aria di presa in giro, di truffa. La band infatti strappa il numero di questa fantomatica “veggente” e decide di diventare una star con le proprie condizioni: semplicità, zero fronzoli ma soprattutto, tanto amore per la musica.

Giochi coi miei sogni, dimmi perché

Straccio quel numero e senza di te

Diventerò una star

Ma con semplicità

Io vivrò il più grande sogno, la musica

Per sempre

Un pezzo struggente, che mi emoziona sempre.

Adesso che alcune delle stelle della mia vita sono veramente lassù, a volte è una carezza di conforto, altre mi distrugge il cuore.

Il ricordo delle nostre stelle è ovunque i nostri occhi riescano a vederlo, in un album di foto, in ogni piccolo ricordo che ci lega.

Mai mi scorderò di te

Per sempre tu sarai

La stella che lassù

Da guida mi farà

Scegli me

Scegli Me è una ballata veramente emozionante. Credo che tutti noi, almeno una volta nella nostra vita, abbiamo desiderato dal profondo del nostro cuore di essere scelti, amati, nonostante le difficoltà e le incertezze,

Ecco, questa canzone descrive perfettamente quella sensazione. La sensazione di aver davanti una persona talmente “giusta” per noi da pensare sia un angelo, soprendendoci che sia capitata proprio a noi.

Ma non volare via, ti prego cambia idea

Non ritornare a casa, o almeno portami con te

Scegli me

Sirene

Sirene è un altro brano che ha recentemente riconquistato il suo posto in scaletta, dopo vari anni di assenza.

Decisamente ispirata all’incontro di Ulisse e compagni con le sirene, raccontato da Omero nel libro XII dell’Odissea, la canzone affronta il tema dell’ossessione in amore.

Come Ulisse ha cercato con tutte le sue forze di non farsi ammaliare dalle sirene attraversando lo stretto tra Scilla e Cariddi, anche il nostro protagonista sta cercando di resistere alll’inevitabile attrazione di questo amore pericoloso, ma molto coinvolgente.

Non cercare di resistere

Ho già distrutto gente come te

Io non ti lascerò, non ti lascerò

Andare via

Run Away

Run Away è l’unica canzone dell’album che non ha un equivalente in italiano. A mio avviso è un po’ sottovalutata, infatti sentirla nuovamente live al concerto di Roma mi ha resa felice come quando ho stretto nelle mie mani il mio primo cd.

Urlare il ritornello è sempre liberatorio, da Spotify mentre guido per tornare a casa dal lavoro, ma soprattutto sotto un loro palco con le mie compagne di avventura di sempre.

Run away, just run away

Hope has left this creepy town

There’s no time, the sun goes down

Menzione speciale per Dentro alla scatola, che ha costituito il mio primo tentativo di rap alla tenera età di dieci anni. Un brano iconico che conosciamo tutti, ci concentriamo sul ritornello molto catchy tralasciando a volte la profondità delle strofe.

In fin dei conti, Tutto è possibile è un album che ha segnato l’adolescenza di tutti i miei coetanei. Vent’anni dopo, siamo ancora qui, a cantare a squarciagola come facevamo nel 2006. E, sinceramente, prevedo di continuare a farlo finché esisterà un palco dove si possano esibire i Finley. Come ci ha ricordato Pedro negli ultimi live, per noi ci sarà sempre casa sotto un palco dei Finley. E, al contrario, per loro sarà sempre casa un palco con davanti il loro pubblico di fedelissimi.